domenica 15 novembre 2015

Midday Memories

Hello guys, 
Rieccomi pronta con armi e bagagli a scrivere un altro post!
Passando in rassegna gli argomenti di cui un post può parlare (che ho scoperto essere innumerevoli), era da qualche giorno che mi ero messa in testa di scrivere qualcosa di nuovo, e quando mi metto qualcosa in testa è difficile -quasi impossibile- farmi cambiare idea. 
Ma andiamo al punto: dopo aver bocciato diverse idee mi sono tornati in mente i ricordi di quest'estate.
Sapete, (per usare una dotta citazione di Fitzgerard) 'mi venne la solita convinzione che la vita ricominciasse con l'estate', ciò significa che i migliori ricordi sono quelli delle giornate/serate estive (oltre a quelli natalizi della prima infanzia)
Ma non divaghiamo! Ho scritto già mezzo post e ancora non sono arrivata all'argomento!

Squillino le trombe...

Rullino i tamburi ...

L'argomento di oggi saràààààà...

LONDRA!

Adesso, non vorrei tediarvi con un post di un chilometro sulle attrazioni/musei/piazze e statue varie, un turista che va per la prima volta nella City su queste cose si informa già prima di partire, nè vi intratterrò con un interminabile diario di viaggio alla maniera di 'Turisti per Caso'.
No, quello di cui andrò a scrivere oggi sarà un viaggio nella memoria, nei sentimenti, nelle sensazioni e -soprattutto- delle impressioni provate nel mio soggiorno nel distretto della Great London e una valutazione dei nostri 'cugini' d'oltre Manica.

Da dove partire ?

Il primo sentimento che 'turista-studente' che approda in città da un paese di provincia è lo smarrimento, e la città non agevola di certo! Non ha un'urbanistica organizzatissima, ma é un susseguirsi di quartieri, ognuno famoso per qualcosa, che alla fine non arrivano mai ad un centro; io stessa alla fine del mio soggiorno mi sono ritrovata più volte a chiedermi quale fosse il vero centro, anche perché, nel caso me lo avessero chiesto, avrei probabilmente risposto con un'area di 10x10 kmq. Tutta la zona toccata dal Tamigi sembra essere il centro nevralgico della città, ma stiamo appunto parlando di una distesa enorme di chilometri . Alcune guide -le più fantasiose- individuano il West End come centro (per intenderci, la zona di Westminster e del Big Ben) ma si tratta sempre di quartieri convenzionali (fu in quel momento che rimpiansi Parigi, così maledettamente organizzata in arrondissement concentrici che è praticamente impossibile perdersi ).

Arriviamo al punto 2 -LO STILE DI VITA

Gli inglesi, al contrario di alcuni italiani, sono tassativamente puntuali.
La loro giornata è scandita da orari precisi al quarto d'ora e sono organizzatissimi.
Tornando agli orari e allo a stile di vita, per noi mediterranei sono impensabili: per pranzo si usa fare quello che per noi italiani è solamente la pubblicità della Fiesta, ovverosia 'a pranzo un panino al volo'; la cena, insieme alla colazione, è il pasto più sostanzioso della giornata ma l'unico cruccio è l'orario: cenare alle 6.30-7 non è il massimo dell'allegria, ma gli inglesi, sempre pieni di risorse, sopperiscono a quel leggero languorino che si insinua nei loro stomaci più o meno alle 10 con la rinomata ' supper' cioè quella che noi chiamiamo merenda e facciamo a metà pomeriggio.


Un'altra cosa che ho notato é che i londinesi, ma più in generale i cittadini di grandi metropoli, sono sempre di corsa: sui mezzi, per strada, sulle scale mobili della metro, corrono corrono da una parte all'altra incuranti di ciò che capita loro intorno, sono molto più professionali dei lavorati medi italiani (quelli che vivono nei paesi). Girando per Londra la mattina si incontravano uomini in giacca e cravatta nonostante fossero semplici impiegati, e donne in tailleur.

Sul capitolo moda potrei dilungarmi molto, ma ho deciso che non lo farò (o forse scriverò un altro post appositamente) in quanto tutte le metropoli -e Londra in primis - sono state le culle di stili diversi: punk, rock e il look casual-anrogino. La strada è una vera e propria fonte di ispirazione e il luogo in cui tutte le nuove tendenze si vedono per la prima volta, basta solo un po' di spirito d'osservazione, voglia di cambiamento e di lasciarsi ispirare da qualcosa di nuovo.  


Sono arrivata alla fine del post, per tutti quei coraggiosi che sono arrivati a leggere tutte le mie elucubrazioni: avete la mia stima!
L'unico consiglio che vi lascio è: quando ne avrete la possibilità vale davvero la pena visitare Londra, possibilmente soli o con una buona compagnia, ma senza nessuno che decida per noi; si cresce davvero tanto e si capisce come funziona veramente il mondo, cosa di cui noi paesani spesso non ci rendiamo conto, chiusi nelle nostre case e nelle nostre mentalità perennemente ferme nel nostro comune di appartenenza.

Scusate, mi sono dilungata davvero troppo! Hope you enjoy!!!

-Taylor 

lunedì 2 novembre 2015

Il retró non è mai out of style

Cari ragazze (e ragazzi), 
L'argomento del post di cui andrò a trattare oggi mi è stato suggerito dalla nostra Charlotte, sicura (non so per quale assurdo motivo) del fatto che io fossi ferrata su questo argomento.
Anyway, oggi mi cimenterò nella difficile scienza ed esatta arte.... Del galateo!
Per chi non sappia cos'è il Galateo (e vi assicuro che al giorno d'oggi ve ne sono molti ) suggerisco una breve e fruttuosa visitina su Wikipedia, che non fa mai male. 
Dunque, il 'Galateo' è un libro, (risposta e semplice e scontata, ma non per tutti) ma non un semplice libro, è IL Libro per eccellenza sulle buone maniere del vivere civile.
Ora, molti in questo largo e vasto mondo si chiederanno secondo quale criterio si stabilisce che fare o meno una cosa sia da gente educata o al contrario maleducata. 
Bene, queste persone, a cui evidentemente manca la materia grigia, devono però far presente che Monsignor della Casa non si mise di punto in bianco a scrivere il galateo, inventando norme assurde secondo le quali sorseggiare il te con il mignolo alzato è considerato 'poco regale', tutt'altro! Egli mise insieme le regole che scandivano il vivere civile e i rapporti umani, ovvero tutta una serie di nozioni che al tempo di Monsignor della Casa erano attualissime e praticate ma, ahimè, oggi quasi non più. (Certo, ad eccezione delle casate reali che impongono un protocollo severo e restrittivo praticamente su qualunque cosa, dall'abbigliamento alla stretta di mano).

Comunque, se ancora oggi siete disperate in attesa di un pranzo, una cerimonia, l'assegnazione del posto a tavola e la scelta del bicchiere più adatto per il whisky, non temete! Questo opuscolo contiene una risposta pronta e sicura a tutti i vostri dubbi e vi darà la certezza di essere sempre, irrimediabilmente e incontrastatamente chic in ogni situazione.

-Taylor 

Kate Middleton, una delle poche, vere conoscitrici del galateo tutt'ora esistenti